Dalla nuova raccolta di inediti:
era in fila con gli altri
della specie, quella rumorosa dei vivi in città
nello sforzo finale di spegnere la sigaretta
prima del piatto caldo dovuto
per misericordia a tutti,
s’è capito che nel sistema
s’arrangiava anche lui:
c’erano una tovaglia, piatti di plastica
profumo di pane
ed una minima coda laterale
roba di sale, olio e spezie
tutti valori contabili della fame
*
prima o poi ci sarà
da rendere conto del disastro
e il carico delle stirpi
confuso senza essere
mai nominato
avanzerà frontale
contro tutto quello che siamo
verrà preciso
a chiederci indietro
l’ultima zona di libertà
a questo punto saremo
legittimati a tacere
e andremo sotto
in apnea
i più con i ticket
in mano
tre o quattro euro
per entrare in città
senza fiato
senza
arriveranno inquadrati i lupi
dell’unica democrazia
che conosciamo
*
Se ne sta lì inebetita/raccolta, donna sommaria svuotata sconvolta/avvolta nel vestito rimasto. L’hanno trovata così, sotto il cavalcavia della tangenziale e qualcuno subito dice ch’è immorale una violenza carnale con questa umidità. La pioggia le scende precisa sulla faccia.
Aerea nel suo respirare la donna non risponde.
(Periferia nord di Milano, novembre 2007)
*
Succede così, dopo chilometri di strade sterrate che contengono nuvole e foreste e fiordi; succede che spunti un tavolino di plastica con tre sedie attorno, messe lì da chissà quale divinità bislacca. Due case poco lontane, di legno. Una rossa, una blu. E ancora chilometri di foreste e fiordi.
Così ti trovo seduta esattamente di fronte a me, pronta a brindare alla notte che d’estate qui è luce.
(Møre og Romsdal, Norvegia, luglio 2007)