mercoledì, marzo 29, 2006
Continua il viaggio...da tempo con post sintetici e meno frequenti. Ma continua. Orizzonti metropolitani in avvicinamento.
stanno per tornare, pigiate qui
Notte bianca a Milano; ho un paio di mostre da vedere, un concerto, ed una lettura.
il mio prossimo libro verrà pubblicato da loro
il titolo è "L'esperienza della pioggia"
quando sarà in libreria ve lo dirò
Per fare una partita alla "Repubblica" occorre essere iscritti a una compagine politica: ce ne son decine tra cui scegliere a seconda del colore (anche se ultimamente il nero va per la maggiore). Una volta che si è in squadra - o in squadraccia - è importante aver le natiche al posto della faccia per riuscire a reggere la fase atletica, con più tensioni: la campagna acquisti, detta anche "le elezioni". Caratteristica della "Repubblica" è di esser gioco a palla multipla, ma senza limiti di numero, volume o qualità di sorta: ognuno inventa le sue palle e poi le spara a propria volta. E il pubblico pagante che finora è stato zitto decide chi tifare, esercitando un suo diritto, credendo a quelle palle che lo fanno più contento e premiandone l'autore con un posto in Parlamento.
Quando sei in cabina e giochi la schedina ricordati che sei la colonna di un sistema. Valuta un po' prima: rametto o bandierina? Scegli attentamente il tuo prossimo problema.
II Parlamento è uno stadio tutto pazzo: 2 curve a gradinate senza un vero campo in mezzo, rinchiuse in 2 palazzi in cui s'attizzano gli scazzi tra schiamazzi e rubamazzi, istituzionalizzando gli intrallazzi. Si aprono le danze tra le squadre elette e parte il walzer delle alleanze, in cui vengono stretti tutti i gatti con i sorci, i cani con i porci, in quell'unico bestiario che dovrebbe governarci. La maggioranza vince, il resto fa l'opposizione, un manipolo di eletti forma una delegazione, va dall'arbitro sul colle per prestare giuramento forgiando nuove palle da buttare in Parlamento. 'Ste palle - dette "leggi", per via del peso scarso - avuto un voto, un veto, un Vito ed un ricorso, galleggiano tra i banchi tutto quanto il santo giorno: da destra a sinistra a destra e poi ritorno.
Quando sei in cabina e giochi la schedina ricordati che sei la colonna di un sistema. Valuta un po' prima: rametto o bandierina? Scegli attentamente il tuo prossimo problema.
Nell' ultimo periodo il gioco è fatto statico, monotono, le palle son talmente enormi che manco rimbalzano, ma schiacciano le regole e all' arbitro che estrae un cartellino danno pure del daltonico: bazzecole, il peggio ha da succedere. Qui stanno convincendo il pubblico a pagare senza scegliere, abbonandosi al satellite e restando tutti a casa, usando il nome di "Repubblica" per tutta un'altra cosa: uno sport che si gioca su una piazza da un balcone, dove uno urla qualcosa e tutti gli altri che ha ragione. Brutta razza 'sti tizi che in terrazza dirigon con la mazza un gioco in cui s'ammazza chi non si sollazza! Da un bel pezzo c'è st'andazzo e non prendetemi per pazzo se ipotizzo 'ste compromissioni storiche, ma qui nel nostro Stato il campionato vien giocato solamente da due squadre con le maglie identiche.
Quando sei in cabina e giochi la schedina ricordati che sei la colonna di un sistema. Valuta un po' prima: rametto o bandierina? Scegli attentamente il tuo prossimo problema.
Frankie Hi-NRG MC da "Ero un autarchico"
mercoledì, marzo 15, 2006
In Francia i cartelli d'informazione sono ovunque, quasi impossibile perdersi...quasi. Ma ormai in Francia ci vivo, per cosi dire, da quattro anni...ed anche se mi perdo, poi mi ritrovo. Di solito.
I hurt myself today to see if I still feel I focus on the pain the only thing that's real the needle tears a hole the old familiar sting try to kill it all away but I remember everything what have I become? my sweetest friend everyone I know goes away in the end and you could have it all my empire of dirt
I will let you down I will make you hurt
I wear this crown of thorns upon my liar's chair full of broken thoughts I cannot repair beneath the stains of time the feelings disappear you are someone else I am still right here
what have I become? my sweetest friend everyone I know goes away in the end and you could have it all my empire of dirt
I will let you down I will make you hurt
if I could start again a million miles away I would keep myself I would find a way
(Trent Reznor)
ascoltatevi questa canzone coverizzata da Johnny Cash; in versione acustica, impressionante per l'intensità qui
il video qui
Café des Arts...a Chambery. Un paio di discorsi sui libri, la tentazione di ricominciare a fumare, un pensiero su quello che farò domani, e quello che potrei fare a settembre. Poi un sorriso, un arrivederci, e fuori lo stesso identico freddo di quando sono entrato. Ma non conta, notte lunga.
articolo su "Prossima Fermata Nostalgiaplatz" qui
L'evoluzione che porta dall'ameba all'uomo sembra essere evidentemente un progresso per i filosofi - ma si ignora se l'ameba sia d'accordo o no con questa opinione.
Bertrand Russell
mercoledì, marzo 01, 2006
c'è chi dice che il mio prossimo libro sia un romanzo, c'è chi dice sia una silloge di poesia...c'è chi non dice niente perchè non gliene cala niente...io aspetto...poi ci saranno delle letture in Italia, e forse una molto presto.
articolo su "Budapest Swing Lovers" qui
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