Chiamo schiavitù l'impotenza umana nel moderare e reprimere gli affetti; l'uomo infatti, soggetto ad essi, non è padrone di sè ma in preda alla fortuna in modo tale che a volte è costretto a seguire il peggio anche se vede il meglio. (Baruch Spinoza)
domenica, ottobre 30, 2005
monologo d'appunti rubati.
esiste davvero il confine del silenzio?
venerdì, ottobre 28, 2005
ritornare al lago...e non aver fame di parole.
giovedì, ottobre 27, 2005
mercoledì, ottobre 26, 2005
Chi sono? Sono un poeta.
Che faccio? Scrivo.
E come vivo? Vivo.
(Bohème)
venerdì, ottobre 21, 2005

Sigur Ros.
mercoledì, ottobre 19, 2005
non c'è bisogno di poesia pop....c'è bisogno di stracci bagnati, angoli di strada, sentieri.
domenica, ottobre 16, 2005
ed il poeta se ne va...solo...protestando le radici profonde del silenzio.
giovedì, ottobre 06, 2005
comunicazioni interrotte.
(Date rape drug)
Un suono di sax ed il bicchiere. Il semplice residuo di J&B, la mattina dopo. Momenti tirati, la pelle ha descritto tutto ormai. Il sapore rimane intenso, le dita hanno ancora espressività. Il mal di testa è più forte, sul fondo ci sono alcune immagini. Le ho perse ritrovando me stesso, le unghie affondano in superfici troppo morbide. Guardare le mani e ripresentare il conto dei miei forse, creare spazi ordinati fra gesti e pensieri. Ascoltare il sistematico senso di disturbo. Equilibrismi da insofferenza. Una voce che appena accenna parole, non ne ho bisogno ora. Troppi forse, troppe pause, un eccesso di non-identità che scivola lungo la superficie opaca. Un ipnotico senso di benessere in ogni goccia; poco ne rimane.
tratto dal libro "Cosmo Blues Hotel" Edizioni clandestine(2004)
autore: St. Lorefice
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