Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.
(Eugenio Montale, Ossi di seppia)
And you stare at me in your Jesus Christ pose
Arms held out like you've been carrying a load
And you swear to me you don't want to be my slave
But you're staring at me like I need to be saved
In your Jesus Christ pose
Arms held out
In your Jesus Christ pose
Thorns and shroud like it's the coming of the Lord
And I swear to you that I would never feed you pain
But you're staring at me like I'm driving the nails
In your Jesus Christ pose
And you stare at me
In your Jesus Christ pose
Arms held out like it's the coming of the Lord
And would it pay you more to walk on water
Than to wear a crown of thorns
It wouldn't pain me more to bury you rich
Than to bury you poor
In your Jesus Christ pose
Jesus Christ Pose-Soundgarden
un giro veloce di scuse solite, una passeggiata dove il rumore dei passi è bianco, un caffè di fretta ed un sorriso intenso, per ricordare come stavamo ieri.
Tra noi la voce non
conduce e arriva, come
phon dentro l'acqua,
ma si ferma come
d'interruttore,
acceso o spento
a casaccio. Noi due
siamo un paese
sotto embargo,
che vive di parentesi e
silenzi, di blackouts,
sì che quando la luce poi
ritorna, noi ci si è già
dimenticati cosa dire.
(E.Biagini) da -L'Ospite-
si riparte per la Francia...
domenica, aprile 24, 2005
La Lepre
Gigante
E’ stata avvistata, a quanto sembra, l’autunno scorso, nell’alto Alpago, provincia di Belluno. Non erano tanto le dimensioni a suscitare meraviglia, perché l’animale non supererebbe, stimato a vista, il metro e mezzo di lunghezza, quanto la capacità di assumere la posizione eretta, poggiato sulle zampe posteriori; e soprattutto il fatto che il leprone imbracciava un minuscolo schioppo a due canne. Tre soli cacciatori, del resto assai attendibili, hanno incontrato la bestiaccia e, sbalorditi, non si sono azzardati a spararle; né onestamente gli si può dare torto. Ma grandi sono stati lo scandalo e la indignazione negli ambienti venatori, i quali giudicano sleale, anzi delittuoso, l’atteggiamento così minacciosamente contestatorio assunto dalla lepre gigante. Ché, se l’esempio si diffondesse, e anche le marmotte, i conigli selvatici, le volpi, i ricci, i ghiri, le pernici, le quaglie e gli altri volatili stanziali o di passo, si mettessero a girare armati, sia pure a solo scopo di legittima difesa, il mondo si troverebbe sovvertito, e dove finirebbe la sovranità dell’uomo?
-Le Notti Difficili- Dino Buzzati
pioggia fine, ed il lago in grigio.
con il sangue in tasca che odora di primavere impassibili...
(L.J.Silver)
Areonautico è il cielo
vuoto, abissale sarà
senza orologi quel viaggio tra stelle e cenere andrà…
e l’ultima donna che avremo un giardino ci sembrerà
si, proprio l’ultimo approdo di terra
l’ultima donna sarà, l’ultima donna sarà…
L’ultima donna che avremo,
l’ultima donna che noi per ultima abbracceremo, e il nostro corpo godrà
l’ultimo bagno di vita, di champagne e di sudore,
l’ultima femmina, e poi sarà finita,
l’ultima volta per noi, l’ultima volta per noi
L’ultima donna che avremo
se non è bella, fa niente…
se è buffa o grassa, vedremo… se resta seria o se mai
insieme a noi si sganascia dal ridere
su questa vita, questa vita bagascia,
su questa vita che va, su questa vita che va
La prima donna era un lampo…
lampo di luna sul giorno,
un universo, un enigma, un lungo aspettami e torno
in un miagolare di dischi e di lady be good,
l’ultima donna è un problema diverso,
un’altra cosa sarà, un’ altra donna sarà
E areonautico è il cielo
vuoto, abissale, chissà
senza orologi quel volo tra stelle e cenere andrà…
e l’ultima donna che avremo un giardino ci sembrerà,
sì, proprio l’ultimo approdo di terra
l’ultima donna sarà, l’ultima donna sarà…
"L'ultima donna"(P.Conte)
some you win, some you lose...
I wish I was a neutron bomb, for once I could go off
I wish I was a sacrifice but somehow still lived on
I wish I was a sentimental ornament you hung on
The Christmas tree, I wish I was the star that went on top
I wish I was the evidence, I wish I was the grounds
For 50 million hands upraised and open toward the sky
I wish I was a sailor with someone who waited for me
I wish I was as fortunate, as fortunate as me
I wish I was a messenger and all the news was good
I wish I was the full moon shining off a Camaro's hood
I wish I was an alien at home behind the sun
I wish I was the souvenir you kept your house key on
I wish I was the pedal brake that you depended on
I wish I was the verb 'to trust' and never let you down
I wish I was a radio song, the one that you turned up
I wish...
I wish...
- Wishlist(Pearl Jam)-
My Daddy was workin' nine to five
When my Momma was havin' me
By the time I was half alive
They knew what I was gonna be
I left school and grew my hair
They didn't understand
They wanted me to be respected as
A doctor or a lawyer man
(But I had other plans)
Gonna be a rock 'n' roll singer
Gonna be a rock 'n' roll star
Well I worked real hard and bought myself
A rock 'n' roll guitar
I gotta be on top some day
I wanna be a star
I can see my name in lights
And I can see the queue
I got the devil in my blood
Tellin' me what to do
(And I'm all ears)
Gonna be a rock 'n' roll singer
Gonna be a rock 'n' roll star
(I hear it pays well)
Well you can stick your nine to five livin'
And your collar and your tie
And stick your moral standards
'Cause it's all a dirty lie
You can stick your golden handshake
And you can stick your silly rules
And all the other shit
That they teach to kids in school
('Cause I ain't no fool)
Gonna be a rock 'n' roll singer
Gonna be a rock 'n' roll star
(Bon Scott-AC/DC)
-Ufficio Informazioni dell’Ospedale Nonsidice- (ma comunque Ospedale del Nord “Tecnologico”)
“Buongiorno.”
“Buongiorno.”
Mostro alla signorina il foglio con l’impegnativa per la visita ortopedica (è ormai da tempo che devo fare vedere il mio ginocchio malandato, giusto per capire se vale la pena tenerlo o conviene rottamarlo…).
“E’ perfettamente inutile: sono una non-vedente, mi dica pure…”
“Ah, scusi, dovrei fare una visita dall’ortopedico.”
“Secondo piano, vada in accettazione che la registrano.”
“Grazie, è stata molto gentile, arrivederci.”
“Buona giornata.”
Faccio due passi e mi sento un po’ una merda…vabbè, non l’ho detto apposta.
Salgo, vado all’accettazione: un clima mica male, tutti sorridenti, o quasi, almeno quelli in camice verde…
“Salve, dovrei…” (Stavolta spiego a voce…)
“Buongiorno, mi dia pure…che roba strana che ha qui, da dove arriva?”
“Provincia di Sondrio…”
“Ah, ecco voi là siete all’avanguardia…”
“?”
“Si accomodi in sala d’attesa, la chiamiamo noi.”
Eccomi in sala d’attesa: piena.
La gente, lì, sorride un po’ meno.
Due ragazze e la loro madre (m’è parso di capire), sette/otto persone anziane, io ed un tizio con le stampelle.
Lo speaker, con un voce che più metallico non si può ed una comprensibilità nulla, ogni tanto fa qualche nome e la persona che pensa di avere inteso il suo nome si alza e sparisce dietro l’angolo.
Io cerco di passare il tempo e mi accorgo subito di aver dimenticato in macchina il libro che m’ero ripromesso di sfogliare per ingannare il tempo…
Quindi, mi guardo attorno: sempre le facce sorridenti di quelli in verde, sempre le facce in DO minore di quelli che lì ci vanno per tornare a sorridere ( suvvia ogni tanto una frase un po’ così ce la butto dentro).
Arriva all’accettazione un signore anziano accompagnato dalla moglie.
L’accettazione sarà a non più di 4/5 metri da dove sto seduto io.
“Signorina buongiorno, mi scusi, sono venuto per farmi togliere la scheggia.”
“Buongiorno, scusi? “
“Sì, mi hanno detto, l’altro giorno, di presentarmi qui giovedì mattina.”
“Ma chi?”
“Quelli del pronto soccorso.”
“Sì, ma lei ha prenotato?”
“Ho questo.”
“Purtroppo signore, oggi non è possibile, io non ho nessuno qui per farle togliere la scheggia…domani, sì, domani alle 11:00, poi questa non è una prenotazione…”
“Sì, ma mi hanno detto di venire oggi, mica me lo sto inventando, poi, signorina, sono VENTI giorni che ho questa scheggia sotto il piede…”
A questo punto interviene un’altra in verde: “Comunque chi le ha detto di venire oggi che le avrebbero tolto la scheggia non è un chirurgo, quindi domani, viene e la visiterà il chirurgo che deciderà il da farsi….”
“Ma domani non me la tolgono?”
“No, assolutamente, domani la visitano e decidono che fare…magari basta una pinza e si estrae…”
“Signorina sono VENTI giorni, crede che non abbia provato…”
“Mi dispiace, ha perfettamente ragione…ma…su, torni domani…che la visitano.”
“Allora passo domani?”
“Sì, domani alle 11:00, vede? L’abbiamo già messa in lista…”
“Arrivederci.”
“Arrivederci.”
Lo speaker metallico mi chiama.
Esito: devo fare una risonanza magnetica.
Il commento alla scheggia non lo faccio, che è meglio.
è un periodo random...
versante poesia: nuovo materiale in fase di revisione...
versante prosa: pensieri sparsi, con molti appunti a seguire...
HABEMUS PAPAM: Joseph Ratzinger, Benedetto XVI.
coffe break...let's get some sugar...
...poi andate sul sito degli A Perfect Circle ed alla sezione video guardatevi "Passive"...c'è un accenno di censura: è veramente un mondo assurdo: immagini di combattimenti,morti, incidenti come se piovessero...ma guai se ti parte un "Fuck..."
Andate al sito dei Thorn-Eleven, alla sezione video...e guardate/scaricatevi il clip di Simple Things...grande canzone e grande band, che in Italia è poco conosciuta...tanto per cambiare...
domenica, aprile 17, 2005
Sia l'appuntamento in radio che il reading sono andati ottimamente, ringrazio i ragazzi di Otip-so e lo staff di Radio Tsn. Presto qualche foto della lettura(che è stata pure filmata), e forse una registrazione della serata in radio.
domani partenza per il lago...poi dalle 21:OO in diretta a radio TSN...e sabato a Morbegno(SO) per un reading di poesia...altre letture in arrivo...
C´era fra noi un gioco d´azzardo
ma niente ormai nel lungo sguardo
spiega qualcosa,
forse soltano
certe parole sembrano pianto,
sono salate, sanno di mare
chissà, tra noi, si trattava d´amore…
Ma non parlo di te, io parlo d´altro
il gioco era mio, lucido e scaltro…
Io parlo di me, di me che ho goduto
di me che ho amato
e che ho perduto…
E trovo niente da dire o da fare…
Però tra noi si trattava d´amore…
C´era fra noi un gioco d´azzardo,
gioco di vita, duro e bugiardo…
Perchè volersi e desiderarsi
facendo finta di essere persi…
Adesso è tardi e dico soltanto
che si trattava d´amore, e non sai quanto…
P.Conte
mercoledì, aprile 13, 2005
L’Ispettore Lanzi ha appena spento la dodicesima sigaretta.
Luglio, tre del pomeriggio, un caldo infernale nel piccolo ufficio della omicidi.
Un signore sulla quarantina prende la metro.
Aspetto distinto, piuttosto alto.
Si siede vicino ad una ragazza, una studentessa.
E’ nervosa: esame d’estetica.
Non le piace, e pensa solo che una volta tolto di mezzo si parte per la Spagna.
Lei, Anna e Michela.
Hanno organizzato tutto, c’è solo da eliminare estetica.
L’Ispettore Lanzi ha tre ore d’ufficio, poi a casa.
La moglie è incinta, ancora 3 settimane al parto.
Lanzi è con la testa altrove.
Una fasciatura alla mano destra, un libro, nessuna espressione sul volto.
La ragazza osserva l’uomo mentre si siede accanto a lei.
Venti minuti dopo l’Isp. Lanzi spegne la sua tredicesima sigaretta.
“Buongiorno,mi dica.”
“Ho ucciso.”
L’Ispettore Lanzi accende la sua quattordicesima sigaretta.
“Mi faccia capire, chi avrebbe ucciso e dove?”
“Un taglio secco, a sventrare.”
“Dove?”
“Fermata S.Babila ,uscita est.”
-Diavolo cane- pensò Lanzi, devo andare con Giulia ad un controllo per la gravidanza -Merda-.
“Con calma, mi dica che è successo.”
Nel frattempo Lanzi chiama Eraldi: ci vuole qualcuno che vada sul posto.
-Col cazzo che schiodo io ‘sto pomeriggio, Eraldi e Marano possono sbrigarsela da soli-.
“Mi guardava. Un colpo secco, a sventrare.”
Il ventilatore dell’ufficio sputa aria calda, le pratiche in arretrato sono sulla scrivania accanto.
Lanzi si alza e si avvicina alla finestra.
Fuori è estate - un’estate bastarda- pensa.
“Con cosa avrebbe ucciso?”
“Era li nella metro che mi osservava”.
Eraldi arriva con Marano.
Spariscono subito dietro la porta, San Babila non è lontana.
“Dunque, se vuole aiutarmi a capire…”
“Ho ucciso, c’è poco da aggiungere.”
Lanzi ha un leggero senso di nausea, colpa del caffè di Eraldi.
-Sicuro come il caldo di questa cazzo d’estate- pensa, mentre guarda la gente giù sulla piazza.
“Vuole qualcosa da bere?”
“Acqua o caffè?”
“No grazie, non sono qui per questo.”
“Senta, lei sostiene di aver ucciso. Bene, è il mio lavoro, ma si rende conto che sta ripetendo la stessa frase da 10 minuti.”
Lanzi mantiene un tono calmo, volutamente, sta tutta li la differenza fra un buon Ispettore ed uno mediocre.
“Vuole dire che non le basta.”
“Come scusi?”
“Ho ucciso, uscita est San Babila; un colpo secco,a sventrare.”
Lanzi osserva l’ufficio, ancora tre ore e avrebbe finito.
Non crede ad una parola, la diffidenza è un’altra buona qualità.
Un bicchiere d’acqua, il caffè è meglio lasciarlo stare.
Non lo ha mai aiutato il suo lavoro, non gli è mai venuto incontro quando aveva qualcosa da fare.
Ormai,dopo 23 anni, se n’è fatto una ragione.
-Diavolo cane, ‘sto cazzo di caldo, ‘sto cadavere a San Babila, Giulia,il caffè di Eraldi – pensa- giuro che oggi spacco la faccia a qualcuno-.
Ci sono due aspetti della faccenda che non lo convincono: la mano destra fasciata, e la confessione così sistematica e definitiva.
Gli altri particolari non lo interessano affatto.
I cadaveri si possono sempre inventare.
Bisogna trovarli, per prima cosa.
Un mitomane,anni fa, aveva movimentato l’intera sezione omicidi sostenendo di aver assassinato una ragazza.
Aveva fornito tutti i particolari.
Correva al parco Lambro, nella zona est della città; l’aveva avvicinata, stordita e trascinata nel suo furgoncino.
La gente è sempre indifferente quando fa jogging.
Quella ragazza nessuno l’aveva notata.
L’aveva legata ad un tavolo da lavoro, in una zona di periferia.
Lentamente l’aveva scuoiata.
Ricordava ancora la descrizione di quel pazzo.
Eraldi l’aveva fatto volare dalla sedia con una calcio, gl’aveva fatto saltare tre denti.
Era ancora viva quando aveva usato l’acido muriatico per gli occhi.
Una bestia.
L’interrogatorio era durato 6 ore, relativamente breve.
Il mitomane aveva perso sei denti, e qualche costola.
Un cadavere era effettivamente stato trovato: un vecchietto in avanzato stato di decomposizione.
Il mitomane era stato ricoverato, il vecchietto sepolto.
La ragazza non era mai stata uccisa, era solo il racconto di una mente malata.
La diffidenza serve, sempre.
Anche col caffè di Eraldi.
L’Isp. Lanzi si avvicina un’altra volta alla finestra.
Fuori l’estate continua a sputare caldo in strada, come il ventilatore nell’ufficio.
“L’aria condizionata non la vogliono qui, dicono che fa male.”
“Diavolo cane.”
Ragionare ad alta voce aiuta a stabilire un rapporto di complicità con chi hai davanti.
Lanzi sa che se vuole i particolari deve guadagnarsi la fiducia.
La mano è fasciata come a coprire una ferita piuttosto estesa.
La benda è appena stata sostituita, visto il bianco intenso.
A Milano tutto scurisce in poco tempo.
La paranoia a Milano è come lo smog: un elemento del paesaggio.
Tutto quello che serve è trovare la chiave.
La radio è sempre accesa nell’ufficio di Lanzi.
“Ed ora “Teardrop” dei Massive Attack.”
La musica attacca, surreale, e sfuma il senso d’attesa nell’ufficio.
Eraldi entra e fa un cenno a Lanzi.
“C’è una persona sventrata, riversa lungo le scale dell’uscita est, nessuno ha visto niente…ci sono già due volanti sul posto.”
“Diavolo cane.”
L’Isp. Lanzi si avvicina alla persona seduta nel suo ufficio.
“Per cortesia mi segua.”
La ragazza si alza, viene portata via.
Ha una benda bianca attorno alla mano destra, ed un libro di estetica.
TRATTO DAL LIBRO "COSMO BLUES HOTEL" EDIZIONI CLANDESTINE
AUTORE: IO
non dobbiamo lasciarci andare
potremmo parlare un po' a bassa voce
e aspettare
amanti in Agosto al settimo piano
con le mani e lo zucchero del caffé
domani ti bacio
giuro
domani ti telefono
e ti bacio
(da "Budapest Swing Lovers", St. L.)

Ulver "Perdition City"

...stanno per tornare...
(Madrugada)

(EL~MUNIRIA)
domenica, aprile 10, 2005

(Ulver)
Cold silence has a tendency to atrophy any
Sense of compassion
Between supposed lovers/brothers
(Tool)
What's the meaning of this voyage?
To talk in a dream
nuova recensione di "Cosmo Blues Hotel" pigiate qui
...io vado per un aperitivo...fra un po'.
aggiornata la voce "nomadismi" con gli appuntamenti prossimi venturi...
mercoledì, aprile 06, 2005
nuova recensione di "Cosmo Blues Hotel" pigiate qui
Il 15 Aprile, dalle 21:00 alle 23:00, sarò a Radio TSN per parlare di musica, libri...ecc...buon ascolto. Non si esclude una lettura radiofonica di qualche racconto o altro...vedremo...poi, il 16 Aprile reading insieme a Tiziano Rossi a Morbegno(SO) dalle ore 17:00.
ok, vada per un caffé francese...oggi sono coraggioso. Ci provo. Facciamo due. Vabbé, merde. A stasera.
Karol Wojtyla (18.05.1920-02.04.2005).
"Un suono di sax ed il bicchiere. Il semplice residuo di J&B, la mattina dopo. Momenti tirati, la pelle ha descritto tutto ormai. Il sapore rimane intenso, le dita hanno ancora espressività. Il mal di testa è più forte, sul fondo ci sono alcune immagini..."
da "Cosmo Blues Hotel" il libro...
date un ascolto qui
lo "spoken words" è in arrivo...
intervista apparsa su "La Provincia" un po' di tempo fa (precedente all'uscita del mio ultimo libro)...recensione di "Budapest Swing Lovers" apparsa su "Il Domenicale", sempre un po' di tempo fa...
le trovare a lato...alle omonime voci...buona lettura
|