martedì, novembre 30, 2004
L'amore è in ciò che manca, è l'io che manca.
P.Valduga

cinquanta centimetri di neve...e non smette ancora...due maroni...
lunedì, novembre 29, 2004
un concerto mancato, la neve che da ieri si accumula per strada e l'unplugged dei Pearl Jam in rotazione...state of love and trust...
domenica, novembre 28, 2004
prima segnalazione di "Cosmo Blues Hotel" apparsa su Ktvehi, la trovate a lato nelle news...
sabato, novembre 27, 2004
Stuck in a junction of transparent corridors
Multifarious structures and intricated patterns
Lost in a jungle between indexes
A paradian of systematic metroplex
venerdì, novembre 26, 2004
Il compito attuale dell’arte è di introdurre caos nell’ordine
Theodor W. Adorno (1903-1969)
Minima moralia
Andava con altri due o tre
che lo seguivano nella scia
di una velocità senza requie
nei disordini.
Per poco, nel volto giovanile,
si era visto il suo profilo affilato
indagatore, prima di scomparire.
G.Neri
giovedì, novembre 25, 2004
scars of cold kisses...lost in moments...
I wish I was a neutron bomb, for once I could go off
I wish I was a sacrifice but somehow still lived on
I wish I was a sentimental ornament you hung on
The Christmas tree, I wish I was the star that went on top
I wish I was the evidence, I wish I was the grounds
For 50 million hands upraised and open toward the sky
I wish I was a sailor with someone who waited for me
I wish I was as fortunate, as fortunate as me
I wish I was a messenger and all the news was good
I wish I was the full moon shining off a Camaro's hood
I wish I was an alien at home behind the sun
I wish I was the souvenir you kept your house key on
I wish I was the pedal brake that you depended on
I wish I was the verb 'to trust' and never let you down
I wish I was a radio song, the one that you turned up
I wish...I wish...I wish...I wish...
I guess it never stops
Pearl Jam
mercoledì, novembre 24, 2004
(Zurich post-madness Boulevard)
Non ho mai capito perché dopo mi venga sempre mal di testa.
Oggi ho un colloquio di lavoro al 34' piano.
Il Sig. Serali dice che mi vuole parlare di un progetto.
Non lo sopporto, ha un tipo di ironia che mi dà sui nervi.
Invece eccomi qua incolonnato nel traffico perché lui mi vuole vedere.
Avrei dovuto lasciar perdere Ilaria, ma dicono che il sesso rinforza il cuore.
Comunque sia, oggi non piove, ultimamente il tempo è stato piuttosto grigio.
Forse, la settimana prossima vado a Zurigo.
L’ultima volta mi sono perso all’aeroporto, parlavo al telefonino e quando sono al telefono m’incasino sempre.
Ilaria fa l’impiegata in uno studio di consulenze finanziarie.
Mi telefona dieci volte al giorno.
Stavamo discutendo.
“Cazzo, ogni volta che c’è la possibilità di un viaggio all’estero per il tuo cazzo di lavoro, fai i salti mortali , eh…”
“Ma no,Ilaria, lo sai che non è così…”
Spiegare alla tua ragazza certe cose non serve, soprattutto se la tua ragazza è come la mia.
Frasi tipiche di una donna in questi casi:
1) “C’è un’altra,vero?”
-Risposta tua, quasi sull’offeso:”Ma come puoi pensare una cosa del genere, mi ferisci…”
Il 90% delle volte è vero che non ce l’hai un’altra…colpa di quel cazzone del tuo amico-Giuseppe- che ti ha soffiato la vicina molto disponibile…
Tutti hanno una vicina molto disponibile, e tutti hanno un Beppe che gliela fotte.
Generalmente Beppe ha i capelli lunghi, ben oliati(balsamo all’olio di cocco), è sempre abbronzato, usa lo sbiancante per i denti e va in palestra 4 volte a settimana…che alla sera,tu, pallido, totalmente a-palestrato, capelli “ad minchiam” (quando li hai)…ti domandi: “Ma questo Beppe come cazzo fa ad essere mio amico? Chi me l’ha presentato?”
La risposta è illuminante e tragica allo stesso tempo:” Lei me l’ha presentato…la mia ragazza…” e li ti fai altre domande…a cascata…con la strana sensazione di averlo preso nel “ciapel”.
2) “Non sei più tenero come una volta…”
-Che a una domanda del genere, istintivamente risponderesti: “Cazzo c’entra coi viaggi?”
Ma i perché sulle domande di una donna ti portano a conclusioni di cui al primo caso…quindi
mentalmente rispondi:” Vaffanculo Beppe.”
L’unica cosa che dici, con la voce quasi stupita, e con gli occhi
spalancati (come quando Schillaci chiedeva il rigore ad Italia 90) è :”Noo, ti sbagli stella, è che ultimamente sono stanco…”
Una risposta del cazzo, lei lo sa, ma alla fine anche lei è contenta che la mattina non la svegli più leccandole le tette…poi, tu non è che sei stanco, è che la mattina , alla centesima volta che l’hai vista “incremata” ti sei arreso….due maroni così ad arrivare in ufficio con la lingua spalmata di “oil of olaz”.
Due mesi fa sono stato a Parigi, bella città.
14 linee della metropolitana, 500 franchi per entrare al Moulin Rouge.
Non ci sono andato.
A Pigalle ci sono un sacco di pub irlandesi…
Anche a Milano ce ne sono un sacco, ma non è l’Irlanda e del resto nemmeno Parigi lo è.
In Irlanda, sono sicuro, non ci sono i pub irlandesi o italiani o francesi… in Irlanda ci sono tanti pub e basta.
Non credo di essere stato molto chiaro, ma nemmeno con la cameriera del pub irlandese a Pigalle lo sono stato.
Io le avevo chiesto una Bud, al bancone.
Sono finito a bere vino al tavolo di un’americana, insieme ad uno spagnolo ed un’altra americana di origini giapponesi.
Il mio francese deve migliorare.
Katy da Los Angeles, fermata Jaures, Hotel La Fayette.
Forse era rue la Fayette.
Come per tutti gli americani, quello che vedeva in Europa era un enorme baraccone degli spettacoli.
Anche al cinema applaudiva le scene migliori.
Uscire con lei era come andare al circo.
Capelli rossi, occhi azzurri.
A letto continuava a dire “Don’t stop…”
Un’italiana gode con più parole.
Aveva classe: non ho mai visto versare il vino nel modo in cui lo versava lei.
Dello spagnolo non mi ricordo più il nome, alla nippo-americana non l’ho neanche chiesto.
Non è vero che sono il più portato per i rapporti con i clienti stranieri.
Alfio, il vice-capo, si è messo questa stronzata in testa quando ho concluso l’affare con gli ungheresi.
Quelli erano messi male, avevano bisogno di un investitore estero…mica potevano permettersi di lasciare volare via l’occasione.
Io ho fatto solo il viaggio per la firma.
Dell’ungherese non capisco niente ma ho visto cose migliori di Pigalle a Budapest, e costavano pure meno di 500 franchi…e se non ho visto pub irlandesi, c’erano almeno tre pizzerie italiane, vicino al mio albergo.
Il mercato dell’est europeo ha garantito un ritorno di liquidi impressionante per l’azienda del Sig. Serali.
Pensano che sia merito mio.
Cazzate.
Quella stronza della mia vicina d’auto continua a dirmi di abbassare il volume.
Isterica di merda.
''Domani dalle 8:00 sino alle 15:00 ci sarà un’agitazione indetta dai sindacati, pertanto le reti metropolitane saranno paralizzate.''
Il telegiornale aveva detto così ieri sera.
Cazzo.
Oggi è un vero casino raggiungere il centro.
Non sopporto quelli che suonano ad intervalli di 10 secondi quando la colonna è totalmente ferma, e ho uno stronzo di questi proprio dietro.
''No,Ilaria, non sono ancora arrivato.''
''No, non ti preoccupare, farò in tempo.''
''Si, si che mi ricordo di passare da tua madre.''
''No, non sono nervoso, sono totalmente rilassato in questa colonna di circa quattro km!''
''Ilaria, dai ci sentiamo dopo...''
''Ilaria, ma si che mi va di parlarti, è che sono qui imbottigliato....''
''Ilaria?''
''Ilaria?''
“Cazzo!”
Odio il traffico.Odio anche l'architetto che ha progettato questa città; dovrebbero condannarlo a vivere al centro di una rotonda.
Ieri ho comprato l'ultimo dei Coldplay, ed anche uno dei vecchi di Battiato.
Ecco, in questi casi di traffico diurno c'è bisogno di Battiato, è più sovversivo ed incazzato, a suo modo.
Per il traffico serale meglio i R.E.M.
Qualcuno dovrebbe lanciare le compilation da traffico.
Che ne so, una per il traffico diurno ed una per quello notturno.
Ci sono le “love compilation”, le “bimbo mix compilation” che mi hanno sempre smaronato, le “Raul Casadei Compilation” che mi smaronano fino al terzo bicchiere di vino, poi sono una genialata…mancano le “Traffico Compilation”.
I coldplay, beh loro vanno bene per i grandi viali,la sera, quando di traffico ce n’è poco.
Ho quattro isolati che mi mancano da fare.
Ho un buco allo stomaco pauroso, il caffè non aiuta mica.
Se mi fermo perdo il posto guadagnato in colonna, e sono fottuto.
E’ dura la vita di colonna, basta che ti distrai, non so guardi un culo che passa, un cartellone pubblicitario, o anche solo cambi stazione radio e sei fregato.
Il furbo di turno mette la freccia e s'infila.
E cosa fai?
Cosa puoi fare?
Ormai ha messo la freccia.
Se lo centri la colpa è tua, lui ha segnalato.
Che a volte mi viene voglia di spaccare la faccia a tutti.
Ci sono i pedoni che attraversano.
Tanto la colonna è ferma.
Cazzo, non sarebbe un grande problema, è che la colonna davanti riparte proprio in quel momento.
Di fronte hai sempre un pedone formato “vecchietta ottantenne con busta della spesa di ottanta chili” e dietro lo stronzo che suona.
Vaffanculo.
Un giorno di ordinaria follia, il film, beh è una stronzata: nessuno si farebbe una passeggiata in mezzo al traffico con quaranta gradi all’ombra, neanche uno fuori di testa; io non lo farei, almeno.
Poi ,al fast food, io chiederei il numero di telefono alla cameriera, con un fucile puntato sarebbe cortese e me lo darebbe.
Anch’io spaccherei la faccia al tizio che fa il responsabile del posto; più per il sorriso che per il fatto della colazione.
La colazione nei fast food non l’ho mai fatta.
Credono d’essere al circo in Europa, però a casa loro fanno colazione da Mac Donald’s.
Oggi ho un colloquio di lavoro al 34' piano, e se va avanti così cambio stazione radio, centro qualcuno e magari mando pure in culo Ilaria.
Il mal di testa è aumentato.
Racconto tratto da "Cosmo Blues Hotel" Edizioni Clandestine
Autore: Stefano Lorefice
martedì, novembre 23, 2004
(Pack post magazine)
Treno Milano-Tirano, venerdì.
Un sacco di studenti tornano in valle per il week-end.
L’università stoppa fino a Lunedì.
Come sempre, A. va a finire che arriva all’ultimo momento.
Io corro, magari trovo un buco dove sedermi; poi faccio sedere lei così ci rimedio pure una bella figura.
Forse c’è qualcuno del mio corso che tiene occupati dei posti, e se mi va di culo unA del mio corso, visto che a Scienze Naturali ci sono un sacco di ragazze.
Se quelle mi vedono con A. sicuramente pensano che in fondo non devo essere male, visto che una tipa del genere sta con me.
Una questione di pubblicità progresso.
A. studia Lettere moderne.
R. è al mio stesso corso di studi e da un po’ di tempo ci vediamo.
Alle lezioni di biologia l’avevo notata in aula, poi avevo visto che prendeva il mio stesso treno.
Solo che lei scendeva a Monza, in tutto dieci minuti.
In facoltà girava con altra gente.
Solo qualche ciao, ed una presentazione di circostanza.
Le cose sono cambiate un giorno che ero alla stazione Centrale di Milano ed aspettavo con Paolo, un tipo strano che studiava violino al conservatorio.
Dalla sala d’attesa avevo visto passare R.; Paolo neanche se ne era accorto, non era molto lanciato con le donne.
Che di donne ce n’è di tre tipi: le “chill out”, le “se vieni prima di me sei un egoista” e le “stasera niente sesso, che non mi sono depilata”.
-Chill Out-
Bevono succo di papaya, sono tranquilli; durante il sesso stanno sotto, diventano mute e s’incazzano se accendi la luce.
Alla mattina te le ritrovi addosso, che non riesci a staccarle…amano Battisti, e il weekend tutti al Buddah Bar…due palle.
-Se vieni prima di me sei un egoista-
Bevono Caipiroska, a letto ogni posizione, non capiscono un cazzo di musica, hanno la fama di brave ragazze, il loro alibi è : ”Gliel’ho data per amore”.
-Stasera niente sesso, non mi sono depilata-
Bevono acqua minerale (non gasata), al massimo due bicchieri di vino(ma che sia costoso), sesso tre volte a settimana, ma con le dovute precauzioni…che sono donne in carriera.
Pecorina una volta a settimana, niente pompe…e se russi c’è il divano.
Hanno almeno un’amica troia, che però non te la dà.
Comunque…seguivo R. con lo sguardo.
“Paolo, aspettami qui un attimo.”
“Come?”
“Ciao R., anche tu verso quel treno, eh?”
“Ciao, beh, si sono di Monza.”
“Sei sola?”
“Già.”
“Anche io…se vuoi…facciamo il viaggio insieme…”
“Sono solo dieci minuti.”
“Sì, hai ragione.”
Approccio sbagliato.
Stronza.
Teneva nella destra un libro di Buzzati.
“Bello quel libro, però preferisco “Siamo spiacenti di…”, o anche “Sessanta Racconti”, li hai letti?”
“Leggi Buzzati?”
“Certo.”
Ogni donna dice almeno una volta nella vita: “Ma è diverso…”.
Ogni donna ha un angolo di vanità.
Ogni donna ha almeno tre posizioni che vorrebbe provare (tranne le chill out).
Ogni donna è pronta a negare queste tre cose.
Una volta che te ne sei reso conto non hai risolto proprio niente.
Finisce che le tre posizioni te le sogni e basta.
Alle donne piace stare con un tipo dinamico, che ha sempre argomenti e sulla questione si esprime con eleganza.
Le donne si annoiano a velocità doppia rispetto agli uomini, specialmente se le vai a prendere con una Uno millecento sx, anche se ha gli alzacristalli elettrici.
Trovi anche quelle che se ne fregano di queste cose.
Pensandoci bene ci sono donne di tutti i tipi.
Come gli uomini.
Comunque, sia le donne che gli uomini hanno almeno tre posizioni che vorrebbero provare (tranne le chill out).
R. mi aveva scritto il suo numero sul biglietto del treno.
I biglietti del treno servono ad un sacco di cose, di solito non per essere timbrati…un mio amico ci mette il “labello” prima di timbrare, cosi poi lo toglie e viene via pure il timbro…
Luca ci fa il filtro per le canne, e Lidia ci scrive le poesie.
non dobbiamo lasciarci andare
potremmo parlare un po’ a bassa voce
e aspettare
amanti al settimo piano
con le mani e lo zucchero del caffè
domani ti bacio
giuro
domani ti telefono
e ti bacio
Scopa bene Lidia.
Una settimana dopo, io e R., eravamo stati in centro.
Quattro passi, giusto per parlare.
Si comincia così.
A meno che tu non sia in discoteca, o in gita scolastica.
Oppure a Rimini.
In questi casi la faccenda cambia.
Ogni mattina, quando i miei compagni d’appartamento non ci sono, io e R., andiamo da me.
A. non conosce R.
R. non conosce A.
Ogni sera, quando i miei compagni d’appartamento non ci sono, io ed A. andiamo da me.
Poche possibilità che in una città di un milione e passa d’abitanti s’incontrino.
Una questione di spazi e tempi.
Bisogna sapersi organizzare.
Due numeri di telefono.
Due modi di vestire differenti.
Due profumi diversi.
Interessi diversi.
Due schieramenti politici differenti.
Se anche loro due fanno la mia stessa doppia vita, e gli altri due tipi che escono con loro lo stesso…e via dicendo a catena, la città di Milano è un enorme circo del tradimento dove tutti vanno con tutti.
Un milione e passa di persone che hanno una vita e qualcosa.
Una questione di matematica, non si sfugge.
Tutti sono parte del meccanismo.
Come le equazioni a scuola: il risultato è quello, e quello deve essere, nessuna via di fuga.
Milano, una città dove tutti hanno una vita e qualcosa, matematica pura, un’equazione a catena.
Milano, una città dove tutti hanno due numeri di telefono, due profumi diversi, due modi di vestire differenti…
Milano, una città a due facce, a due economie necessarie.
Milano, una città dove chi vende, vende per due: due numeri di telefono, due profumi, due modi di vestire.
Milano la città col tasso di crescita economico più alto, in Italia.
L’equazione ha il suo risultato.
I conti tornano.
Un casino, non troppo lontano dalla realtà.
Ogni donna sarebbe pronta a negarlo.
Ogni uomo sarebbe pronto a negarlo.
Trovi anche quelli che di queste cose se ne fregano.
Ci sono uomini e donne di tutti i tipi.
Comunque, sia le donne che gli uomini hanno almeno tre posizioni che vorrebbero provare (tranne le chill out).
R. è bella veramente, come A.
R. sorride sempre, e ha un modo di fare intrigante.
R. a letto è meglio di A.
Lidia scopa meglio di tutte e due.
R. non mi aveva notato prima.
R. non mi piace quando ride troppo.
Le amiche di R. mi stanno sulle palle, anche se almeno un paio me le farei.
A. è appena salita sul treno e mi sta cercando, sicuro.
R. è appena salita sul treno e mi sta cercando, sicuro.
Meglio scendere dal treno, perché se mi trovano tutte e due è un casino.
Non so neanche a che cazzo di ora parte il prossimo per la valle.
Chiamo Lidia.
tratto da "Cosmo Blues Hotel" Ed.Clandestine di St.L.
sabato, novembre 20, 2004
partenza per Losanna, passando da Ginevra...evitando la temibile autostrada svizzera...seguendo la strada cantonale(statale), se la trovo...sperando che il passaporto, due anni fa passato accuratamente in lavatrice da mia madre, non desti sospetti...che l'ultima volta a Budapest mi hanno guardato storto...
venerdì, novembre 19, 2004
via, entra e fatti un bagno caldo,
c'è un accappatoio azzurro,
fuori piove un mondo freddo...
P.Conte
giovedì, novembre 18, 2004
oggi trovo una ricevuta: il corriere SDA é passato...aveva un pacco con le copie che mi spettano del nuovo libro...vado in posta...e "Torni fra due o tre giorni, non prima...qui non l'hanno ancora portato il pacco..."
Morale: quando la posta arriva in anticipo su di te, beh, poi recupera...ma vaff...
martedì, novembre 16, 2004
è uscito il mio nuovo libro
"Cosmo Blues Hotel" Edizioni Clandestine
collana Genera-zone(narrativa)
Pagine 120
Euro 8.50
Codice ISBN: 88-87899-07-0
disponibile o ordinabile in tutte le librerie
Un filo sottile, ma di un rosso acceso, a tenere unite delle storie. Volti che si sfiorano, nomi che ritornano, destini che si intrecciano in un lampo improvviso e che subito risprofondano nella folla indistinta, tra le auto parcheggiate in seconda fila. Il Cosmo in cui si consumano queste vicende è quello veloce e sfuggente della città, dell’adesso, del quotidiano scorrere di volti, fatti, momenti, seppur macchiati talvolta da un’ironia surreale ed inclemente, che in riflessioni rapide, a volte misogine, a volte amare, prendono in giro la misoginia e l’amarezza stesse. Racconti svelti, svegli, come svegli stanno a lungo i personaggi, nelle albe torbide di smog e frequenze televisive seguite controvoglia. L’aria è quella inconfondibile delle metropolitane, l’odore stagnate di troppe persone che non riescono più a venirsi incontro e chiedono aiuto alla musica, agli addittivi, alla volgarità – che è pur sempre un modo per uscire dagli schemi. In tutto questo c’è come una violenza sottesa che circola come un gas, che è poi la violenza dell’esser lasciati soli, del sesso tra tutti dove nessuno conta davvero, della voglia di saltare anche se è troppo alto. All’uomo di oggi è richiesto di andare spedito, di raggiungere in fretta le mete prestabilite, non importa con che mezzi, purché la testa sia spenta. Ecco che allora i personaggi ritratti in Cosmo Blues Hotel si figurano come anti-eroi che cercano di sopravvivere, per come possono, all’alta velocità, prendendo in giro personaggi televisivi, donne facili, pazzi armati… la stralunata fauna umana dell’oggi.
lunedì, novembre 15, 2004
di ritorno...il solito freddo cane...
venerdì, novembre 12, 2004
-I tedeschi mi hanno preso l’otto Settembre, quello del quarantatre, ero appena entrato in caserma…avevo diciannove anni...Mi ricordo, ero arrivato due giorni prima; già punito: avevano detto “Domani tutti in piazza d’armi, equipaggiamento completo” nell’equipaggiamento c’era pura la pancera, io non avevo freddo e l’ho lasciata in camerata...punito.-
-Che hai fatto? Che vi hanno fatto?-
-Che dovevo fare...niente...poi loro, che avevano le stesse nostre facce, solo una lingua che io ci capivo due o tre parole...tutto era confuso, neanche quei ragazzi sapevano che farci con noi; ci hanno radunati, e portati vicino Bergamo, in un campo di concentramento.-
-Poi?-
-All’inizio ci trattavano bene, addirittura permettevano ai parenti di venirci a trovare...-
-I parenti?-
-Si, poi sono scappato.-
-Come?-
-E’ arrivata mia sorella, ha portato dei vestiti da civile…e sono andato all’uscita del campo con lei…c’erano le guardie…e non avevo nessuno da salutare…-
-Si sono accorti vero?-
-No...un ragazzo, che non conoscevo, come me internato…ha capito ed é venuto ad abbracciarmi…non l’ho più rivisto…mi ha salvato.-
-E gli altri del campo?-
-Credo li abbiano portati ad Auschwitz.-
-E tu? Che hai fatto nonno?-
-Sono entrato nella resistenza.-
(Mio nonno- Valena Marco-classe 1924)
discutere di politica alle 6.30 del mattino é quasi più deleterio che guardare "Porta a Porta" la sera, quasi...che se c'é una trasmissione comica da spanciarsi...eccola...
giovedì, novembre 11, 2004
Endless shimmering glissandi
Crackling pizzicato
Coal black, turbulence holes of bass drones
But otherwise empty
No planets, no meteorites
If anything, perhaps fine dust clouds of exploded music
(Ulver)
What's the meaning of this voyage?
To talk in a dream
mercoledì, novembre 10, 2004
ieri sera mezza bufera di neve...si comincia...
martedì, novembre 09, 2004
Pub di un paesino nell'Alta Savoia in Francia.
Io, David, Regis. Ore 22:30
Io: Una doppio malto, che non mi ricordo quale...
Regis: Una media con l'aggiunta di succo di pesca! (alla francese)
David: Una cioccolata! (alla francese)
Propongo un Italia-Francia a biliardo.
Risultato: Italia batte Francia (ho avuto un culo della madonna). Grande. Poi ho pagato da bere io, che brindare con una cioccolata è stata un'esperienza estatica.
lunedì, novembre 08, 2004
sei la sensazione dopo la terza sigaretta
la solitudine bastarda dell'orgasmo
il mal di testa dopo il caffè
un reggiseno dimenticato
sei quei momenti che schiariscono il colore degli occhi
St.L. da "Budapest Swing Lovers"
domenica, novembre 07, 2004
"Più che sentirmi intelligente guardando dei cretini, preferisco sentirmi cretino ascoltando degli intelligenti"
F.Battiato a proposito dell'Isola dei Famosi.
Una sassata delle sue.
sabato, novembre 06, 2004
Smetto di respirare per un minuto. Voglio riprendere a respirare con un bisogno disperato d'ossigeno.
Quando
La notte è a svanire
poco prima di primavera
e di rado
qualcuno passa
su Parigi s’addensa
un oscuro colore
di pianto
In un canto
di ponte
contemplo
l’illimitato silenzio
di una ragazza
tenue
Le nostre
malattie
si fondono
e come portati via
si rimane
(G.Ungaretti)
venerdì, novembre 05, 2004
fa piegar le gambe, sai, tale amor d'amore
l'amore ricambiato, che buca le corazze
che ripartorisce, e non lassù, non nel chissà dove
(G.Majorino)
per Settembre ed Ottobre, dopo due anni dall'uscita, "Prossima Fermata Nostalgiaplatz" è stato in testa agli ordini della Clinamen...(che la poesia venda qualcosa? Naaa...piuttosto è colpa di un certo pinguino verde...)...adesso la Clinamen ha pure "offertizzato" il libro...mah...continuo a pensare che il pinguino verde sia il mandante...(chi è? beh...nessuno vi ha mai presentato un pinguino verde?)
Mal di gola, il freddo minimo...e poca voglia di andare in Francia, oggi. Adesso un caffé, musica di Battiato, e la televisione accesa su un canale a caso...poi sistemo il letto, almeno tento di dargli una decenza visuale.
giovedì, novembre 04, 2004
"Fred, mais ce truc là ne marche pas..."
"Ah les italiens..."
"Fred, tu sais puorquoi les français ont le coq comme symbole?"
"Dis mois Stefanò..."
"Parce que c'est le seul animal qui meme sur une montagne de merde chante...."
"hop hop hop..."
"à Paris sur le bord de la Seine quatre euros à la main..."
mercoledì, novembre 03, 2004
meta-morphing the silence.
Oh, quanta strada nei miei sandali
quanta ne avrà fatta Bartali
quel naso triste come una salita
quegli occhi allegri da italiano in gita
e i francesi ci rispettano
che le balle ancora gli girano
e tu mi fai - dobbiamo andare al cine -
- e vai al cine, vacci tu. -
È tutto un complesso di cose
che fa sì che io mi fermi qui
le donne a volte sì sono scontrose
o forse han voglia di far la pipì.
E tramonta questo giorno in arancione
e si gonfia di ricordi che non sai
mi piace restar qui sullo stradone
impolverato, se tu vuoi andare, vai…
e vai che io sto qui e aspetto Bartali
scalpitando sui miei sandali
da quella curva spunterà
quel naso triste da italiano allegro
tra i francesi che si incazzano
e i giornali che svolazzano
C’è un po' di vento, abbaia la campagna
e c’è una luna in fondo al blu…
Tra i francesi che s’incazzano
e i giornali che svolazzano
e tu mi fai - dobbiamo andare al cine -
- e vai al cine, vacci tu! -
P.Conte
lunedì, novembre 01, 2004
L'Editrice Clinamen promuove una trentina di titoli fino al 15 Dicembre...fra questi anche il mio primo libro:
Stefano Lorefice
Prossima fermata Nostalgiaplatz
Euro 6.70 invece di Euro 10.50
Per acquistare il libro è sufficiente inviare una e-mail a editrice@clinamen.it specificando il proprio nominativo e indirizzo, il titolo del libro e il numero delle copie. Il pagamento avverrà in contrassegno, pagando al postino al momento del ricevimento del volume. Le spese di spedizione e di imballo sono a totale carico della Editrice Clinamen.
p.s. per leggervi le recensioni fate un salto a lato sul link di "Prossima Fermata Nostalgiaplatz"
offerta valida solo per ordinazioni via internet, non per acquisti in libreria. www.clinamen.it per info