(Paco Sousa De La Vega-versione demo) da "Cosmo Blues Hotel" in uscita a Novembre....
-Studente italiano e cane portoghese cercano appartamento in condivisione, zona S. Salvario, astenersi studenti con gatti spagnoli .-
Dice così l’annuncio, Max ci crede davvero che qualche buco lo trova.
Tanto Paco Sousa De La Vega, per gli amici semplicemente Paco, si adatta a qualsiasi situazione.
“Ciao, sono Amos, ci servirebbe il quinto in condivisione.”
“Ok, ci sono, dove?”
“Beh, ci troviamo stasera verso le 18, alla Drogheria, Piazza Vittorio, hai presente?”
“Più o meno, è un pub,giusto?”
“Si, esatto.”
“Ok, allora a stasera.”
“A stasera.”
“Ahh, scusa…”
“Dimmi…”
“Viene anche Paco Sousa De La Vega.”
“Chi?”
“Paco, il cane.”
“Come?”
“Il cane portoghese.”
“Ah, ma allora è vero, non è una trovata per l’annuncio.”
“No,è vero il cane.”
“Beh, non è un problema, di che razza è?”
“Pastore dei Pirenei, ma è portoghese.”
“E che cazzo, è gigantesco, o sbaglio, dove l’infiliamo?”
“Paco? Naa’, lui si adatta a qualsiasi situazione.”
“Vabbeh, poi vediamo, a stasera, ciao.”
“Ciao.”
Paco, sta comodo sul tappeto, tanto sa che Max non gli dice niente.
Max va a bersi la terza fanta, odia la coca.
Gli fa schifo dai tempi della scuola materna: la maestra li faceva brindare con la coca cola ad ogni compleanno…odia anche i compleanni Max.
Non è sicuro che il suo compleanno sia il 12 Ottobre, ci sono stati anni in cui ha festeggiato il 10.
Tanto non si cambia di segno tra il 10 ed il 12 Ottobre.
Max non crede più ai segni zodiacali, prima ci credeva come a Babbo Natale.
Poi un giorno aveva letto “la settimana porterà un grande incontro sentimentale con un Cancro” ed aveva incontrato Vera.
Vera è del Cancro.
Paco non sopporta Vera, a Max piace.
E’ del Cancro.
Vera studia lettere e adora Joyce.
Max odia Joyce almeno quanto la coca cola.
Preferiva i Marlene Kuntz.
Vera dice che i Marlene di “Ho ucciso paranoia” fanno cagare, quelli di “Che cosa vedi” le piacciono.
Vera ha lasciato Max al concerto dei Marlene.
-3 giorni prima- ore 22:46 Concerto Marlene
“Senti Max, meglio prenderci una pausa.”
Ti piantano sempre quando tu ti sei appena domandato : “E’ lei la donna della mia vita?”
E ti sei appena risposto: “Si, col cazzo che la pianto una così.”
“Come?”
“Si, una pausa…meglio che vai via per un po’…”
Che tradotto significa: “Fuori dalle balle.”
Max adesso odia i Marlene, come la coca cola, e Joyce rimane uno stronzo.
Quanto a Babbo Natale a 5 anni aveva visto il nonno che si sistemava la barba ed il cappello rosso.
Era il 24 Dicembre, ed a Carnevale mancava ancora tempo.
Il 25 Dicembre i regali c’erano tutti sotto l’albero, ma lui a Babbo Natale non ci credeva più.
Il nonno non aveva le renne.
Paco sospetta che Babbo Natale sia una montatura, ma il gioco vale la candela: tre confezioni di super-Ciappi ogni 25 Dicembre.
Mancano almeno tre ore all’appuntamento, Max ha ancora 6 lattine di fanta e 23 pagine per finire “Dance Dance Dance” di Murakami.
Max adora Murakami, molto meglio di Joyce.
Lo stereo sta mandando l’ultimo degli A Perfect Circle, Paco non ci fa molto caso.
-Meglio darmi una mossa- pensa Max mentre suonano alla porta.
Giova ha bisogno di una mano, sono almeno 2 ore che gli manca un nome.
“Ciao, sono Giova, mi fai salire?”
“No.”
Max odia anche Giova.
Non per un motivo specifico.
A pelle.
Giova adora Max, ma soprattutto il suo divano, o meglio quello dell’appartamento di Vera.
Max sta per andarsene: lui e Vera hanno rotto da poco.
“Ascolta ho bisogno di un nome…”
“Non ho tempo Giova, devo sistemare le mie cose…”
“Su, dai , fammi salire, ti do una mano.”
“Giova…”
“Si, dimmi…”
“Ma vaffanculo.”
“Max, dai, non scherzo, giuro che stavolta non mi svacco sul divano.”
“Seee…”
“Dai l’altra volta ero fuori, non mi sono accorto che avevo le scarpe spalmate di nutella, ma non era nutella.”
“S’è sentito Giova.”
“Vabbeh, roba del tuo cane…non ce l’hai una paletta per raccogliere i siluri di Paco?”
“Giova…”
“Dimmi?”
“Vaffanculo.”
“Ehi, che cazzo d’amico sei? Ho bisogno di un nome.”
“Ma che cazzo vuoi dire?”
“Su, fammi salire.”
“Vaffanculo, sali.”
-Questo è uno scassacazzi di prima categoria-pensa Max, mentre va a cercare una fanta.
Paco si gira a guardare Giova, che entra e si svacca sul divano.
“Giova…”
“Ok, ok, scusa…ascolta…non è che mi daresti una mano?”
“Ehi, sto facendo i bagagli, ho un mare di stracci da infilare in quelle due valige di merda, e fra tre ore devo andare alla Drogheria.”
“E che cazzo ci vai a fare alla Drogheria?”
“Devo vedermi con dei tipi perché hanno bisogno del quinto in condivisione.”
“Mah…con tutte le valige ci vai?”
“Giova, vaffanculo.”
“Ok, ok, scherzo...senti mi serve un nome.”
“Ho da fare, mi dai una mano? Che cazzo di nome ti serve?”
“Stavo parlando con Sara, a proposito di un coso in Australia tipo un marsupiale, un misto con un topo, una roba come un tasso, insomma hai capito?”
“Giova, ma sei scemo?”
“Vieni qui, sali, ti svacchi sul divano- Giova togliti da quel cazzo di divano- e mi chiedi di un topo-tasso-marsupiale?”
Paco è un cane tranquillo, solo una volta è saltato addosso alla vicina: la Sig.ra Salvi, quella con il sacchetto della spesa anche alle 8 di sera.
Paco adora la Sig.ra Salvi, lei non corrisponde.
Max non sopporta il marito della Sig.ra, che gli rompe sempre le palle.
Dice che la Uno non può stare parcheggiata sotto la finestra, quel posto è della Panda di suo figlio Aldo.
Aldo è un coglione, sia per Max che per Paco.
“E’ magari un vombato?”
“Come?”
“Ma si, un vombato…l’unica cosa che mi viene in mente di simile ad un topo, un tasso e col marsupio…”
“Beh, forse il marsupio non ce l’ha…”
“Ma da dove cazzo l’hai tirato fuori ‘sto nome?”
“Ehi, stronzo, i vombati esistono.”
“Ok, può anche darsi, e mi sa pure che hai ragione…si mi piace, è un vombato.”
“Scusa una cosa…ma a che ti serve il vombato?”
“Niente, c’era un annuncio pubblicitario con una foto, io e Sara abbiamo passato la mattinata a litigare sul nome di quel coso, poi non ne potevo più e sono venuto a trovarti…”
-Questo è proprio uno scassacazzi-.
“Ma che ascolti?”
“L’ultimo degli A perfect Circle, ti piace?”
“Mi fa un po’ cagare…”
“Butta su qualcos’altro, che ne so, Stooges, Dead Kennedys, Smiths…”
“No ecco, l’ultimo dei New Order, non eri tu che l’avevi preso?”
“Stronzo, te lo ho prestato due mesi fa, e non lo ho più rivisto.”
“Ah, beh, l’avrà messo Sara da qualche parte…”
Max se ne va in bagno, deve sistemare tutta la roba anche li.
Paco osserva Giova mentre si svacca sul divano.
Paco si avvicina a Giova e lo tira per le brache giù dal divano.
Paco è un cane intelligente.
-Stronzo di un cane che mi snutelli le scarpe- pensa Giova mentre si sistema le brache e si avvicina alla finestra.
Nel cortile interno del palazzo c’è la Sig.ra Salvi che sta tornando…con il sacchetto della spesa.
Giova se ne va all’entrata, apre la porta.
“Forza Paco, vai a farti un giro giù in cortile…”
Paco esce.
Giova chiude la porta, si affaccia alla finestra.
Max torna dal bagno con tutta la roba.
-‘ste cazzo di valige non bastano mica, e ‘sto stronzo di Giova non mi da neanche una mano.-
“Ho messo su gli Stooges.”
“Sento.”
“Ehi, che ti prende, lo so è dura con Vera.”
“Anche io e Sara ci siamo passati, ricordi i due mesi che ho dormito sul tuo divano?”
“Si.”
“Giova…”
“Dimmi?”
“Togliti dal divano,cazzo!”
“Se la metti su questo piano me ne vado.”
“Ecco, bravo, chiudi la porta se no esce Paco.”
“Ciao Max.”
“Ciao Giova.”
Giova scende le scale, tranquillo.
-Ecco dove cazzo era finito, il tascone della giacca mi sembrava un po’ pesante.-
Giova ha trovato il cd dei New Order.
-Quel Max, mi spiace che abbia rotto con Vera.- pensa, mentre osserva la semplice copertina dell’album.
“Paco vieni qui…”
“Paco?”
“Paco, non fare il cazzone…”
“Paco?Allora!”
-Merda, non sarà mica uscito…-
Max si affaccia alla finestra.
Paco è nel cortile.
La Sig.ra Salvi è nel cortile.
Paco adora la Sig.ra Salvi, lei non corrisponde.
Paco odia i gatti spagnoli, a Max stanno simpatici.
Paco non si adatta se c’è un gatto spagnolo in zona.
Vera dice che Paco è complessato.
Paco se ne frega dei complessi, non vuole solo una gatto spagnolo fra le palle.
La Sig.ra Salvi si irrigidisce.
“Sig.ra stia ferma, non si preoccupi scendo subito a prenderlo.”
Max esce e scende le scale di corsa.
Giova è al piano terra.
“Stronzo, ti avevo detto di chiudere la porta!”
“Ehi Max, ho trovato il tuo cd…”
“Vaffanculo Giova!”
Max è nel cortile.
Paco è sopra la Sig.ra Salvi, la spesa è sparsa in un raggio di tre, quattro metri.
“Paco, smettila, vieni qui, lascia stare la Sig.ra Salvi.”
“Mi scusi, è uscito , e non me ne sono accorto.”
La Sig.ra Salvi si toglie la saliva di Paco dalla faccia.
“Senti Massimo.”
“Dica, mi scusi ancora, veramente, è un cane docile.”
“Con tutto il bene che ti voglio, te lo devo proprio dire.”
“Dica pure, ha ragione.”
“Ma vaffanculo te, e sto cazzo di cane…e chi non te lo dice!”
“vaffanculo Max.” fa Giova passando.
Tutti prima o poi nella vita abbiamo detto: “Sai che ti dico? Mando tutto affanculo: vendo la macchina, saluto gli amici, svendo le figurine della panini, lascio al nonno il quadro dell’Urlo(Tardelli nell’82), stacco tutta la carta da parati che tanto è mia e me la prendo io, suono dal vicino e gli dico che la figlia è una troia e fa le pompe a tutto il quartiere e lui è un cornuto perché ha preso dalla madre…me ne vado a Cuba e viva la figa! Perché un altro mondo è possibile.”
Max guarda la Sig.ra Salvi.
Poi Paco.
Poi Giova, ha il suo album dei New Order.
Poi guarda il guinzaglio che ha in mano e lo mette a Paco.
Su per le scale, che deve ancora sistemare le valige.